La VOC, la Compagnia olandese delle Indie orientali, fu fondata nel 1602 e diretta in gran parte da Amsterdam. Aveva il monopolio olandese del commercio con l’Asia, lo impose con la guerra e la conquista, e comprò, vendette e usò persone ridotte in schiavitù. La sua sede di Amsterdam, l’Oost-Indisch Huis, esiste ancora sulla Oude Hoogstraat, e una copia di una delle sue navi è ormeggiata accanto a Het Scheepvaartmuseum.
Una compagnia che poteva fare la guerra
La Vereenigde Oostindische Compagnie, in breve VOC, fu fondata il 20 marzo 1602, quando gli Stati Generali fusero in una sola le compagnie olandesi che già commerciavano con l’Asia. Ricevette il diritto esclusivo al commercio olandese a est del Capo di Buona Speranza, e poteri che di norma spettano a uno Stato: poteva fare la guerra, negoziare trattati e fondare colonie.
Aveva sei camere in sei città portuali, e quella di Amsterdam era la più grande, con otto dei diciassette seggi del consiglio, gli Heren XVII. Chiunque vivesse nella Repubblica poteva investirvi denaro. Ad Amsterdam lo fecero 1.143 persone, che insieme fornirono più della metà dei 6,4 milioni di fiorini raccolti. Le azioni si potevano rivendere, e dal loro commercio nacque la borsa di Amsterdam.
Quanto costò il monopolio
Il monopolio fu imposto con i soldati. Il caso più chiaro è quello delle isole Banda, allora l’unico luogo in cui cresceva la noce moscata. Nel 1621 il governatore generale, Jan Pieterszoon Coen, vi sbarcò con un esercito. Secondo una stima, di circa 15.000 isolani ne rimasero solo circa 1.000. Gli altri erano stati uccisi, affamati, ridotti in schiavitù o cacciati. Oggi il Rijksmuseum dice chiaramente che le spezie della compagnia furono ottenute «spesso con la violenza e la schiavitù».
La schiavitù faceva parte del modo in cui la compagnia funzionava. Comprava e vendeva persone ridotte in schiavitù e le usava nei suoi insediamenti, nei suoi cantieri navali e nelle sue piantagioni. Si stima che tra 660.000 e 1.135.000 persone ridotte in schiavitù siano state trasportate nelle regioni che controllava, la maggior parte da mercanti privati, tra cui i suoi stessi dipendenti, che la compagnia incoraggiava a prendervi parte.
La tratta degli africani ridotti in schiavitù attraverso l’Atlantico apparteneva a un’altra compagnia, la Compagnia delle Indie occidentali, fondata nel 1621, che per un periodo ebbe sede nel West-Indisch Huis, sulla Herenmarkt. La VOC stessa fallì, e lo Stato la rilevò alla fine del XVIII secolo.
L’Oost-Indisch Huis, da dove era diretta
Nel 1603 la camera di Amsterdam cominciò a immagazzinare merci nell’armeria della città, sul Kloveniersburgwal. Nel 1606 terminò lì accanto un edificio tutto suo: l’Oost-Indisch Huis, il primo edificio costruito per la compagnia. Qui si riunivano i venti direttori della camera e, il più delle volte, anche gli Heren XVII. Qui venivano arruolati gli equipaggi. Oggi lo usa l’Università di Amsterdam.
Vai al numero 24 della Oude Hoogstraat ed entra dal portale in arenaria. Un passaggio a volta porta al cortile. L’ala più antica, del 1606 e attribuita a Hendrick de Keyser, è sul lato sud. Cerca le fasce e i piccoli blocchi che ne decorano la sommità.
Lungo il vecchio porto: che cosa apparteneva a chi
Sulla Prins Hendrikkade, sopra l’ingresso della Schreierstoren, una pietra mostra le quattro navi del primo viaggio olandese verso le Indie orientali. Partirono nel 1595, sette anni prima che esistesse una VOC. Sulla stessa torre una targa del 1927 ricorda Henry Hudson, che salpò da qui il 4 aprile 1609, mandato dalla compagnia a cercare un’altra via per l’Asia. Poco più avanti lungo la banchina, lo Scheepvaarthuis, costruito dal 1913 per sei compagnie di navigazione successive, sorge nel punto da cui si dice sia partito quel primo viaggio.
Più a est ci vuole precisione. Il grande edificio che ospita Het Scheepvaartmuseum non è mai stato il magazzino della compagnia. Fu costruito nel 1655 e nel 1656 per l’Ammiragliato di Amsterdam, la marina militare. Il cantiere della VOC era sull’isola di Oostenburg, e il magazzino che vi costruì crollò nel 1822. Ciò che riguarda la compagnia è la nave al pontile del museo: una copia, iniziata nel 1985, dell’Amsterdam, una nave della VOC costruita ad Amsterdam e naufragata sulla costa inglese nel gennaio 1749, durante il suo primo viaggio. Per molto tempo, dice il museo, a bordo non ha raccontato nulla della violenza della compagnia né della schiavitù. Ora lo fa.
Dove vederlo
- Oost-Indisch Huis L’Oost-Indisch Huis è l’antica sede di Amsterdam della Compagnia olandese delle Indie orientali, la VOC, costruita nel 1606.
- Schreierstoren La Schreierstoren è una torre difensiva degli anni 1480, l’unica torre difensiva delle mura medievali di Amsterdam ancora in piedi.
- Scheepvaarthuis Lo Scheepvaarthuis, o Casa della Navigazione, fu costruito dal 1913 al 1916 come sede comune di sei compagnie di navigazione di Amsterdam.
- Het Scheepvaartmuseum Het Scheepvaartmuseum, il museo marittimo nazionale dei Paesi Bassi, occupa ’s Lands Zeemagazijn, il magazzino costruito nel 1656 per la marina dell’Ammiragliato di Amsterdam.
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Fonti
- Nationaal Archief: VOC, opvarenden (search guide)
- Rijksmonumentenregister, monument 2012 (Oost-Indisch Huis)
- Rijksmuseum: 10 objects with a connection to slavery
- Het Scheepvaartmuseum: East Indiaman Amsterdam, a new narrative
- Wikipedia: Dutch East India Company
- Wikipedia (Dutch): Vereenigde Oostindische Compagnie
- Wikipedia (Dutch): VOC-Kamer Amsterdam
- Wikipedia: Dutch conquest of the Banda Islands
- Wikipedia: Dutch West India Company
- Wikipedia: Oost-Indisch Huis
- Wikipedia (Dutch): Oost-Indisch Huis (Amsterdam)
- Wikipedia (Dutch): Schreierstoren
- Wikipedia: First Dutch Expedition to the East Indies
- Wikipedia: Scheepvaarthuis
- Wikipedia (Dutch): ’s Lands Zeemagazijn
- Wikipedia (Dutch): Oostenburg (Amsterdam)
- Wikipedia: Amsterdam (1748)
