De Waag
De Waag

Che cosa sono le targhe di pietra sulle case di Amsterdam?

La risposta breve

Sono pietre di facciata, in olandese gevelstenen: targhe scolpite e dipinte, murate nella facciata di una casa. Prima che Amsterdam numerasse le sue case nel 1796, la pietra era l’indirizzo. Mostrava il mestiere, il nome o la città d’origine del proprietario, e la gente diceva di abitare «nell’Agnello», o di fronte. Circa 730 pietre del XVI, XVII e XVIII secolo si vedono ancora lungo le strade.

Un indirizzo prima dei numeri civici

Fino alla fine del XVIII secolo una casa di Amsterdam non aveva numero. La trovavi grazie all’insegna. L’archivio della città dà un esempio: una casa nel vicolo chiamato Gebed zonder End era descritta come il luogo «dove è appeso fuori il Vaso d’Amido Coronato», dalla sua insegna. Una pietra di facciata faceva lo stesso lavoro, in pietra. L’associazione che se ne prende cura, la Vereniging Vrienden van Amsterdamse Gevelstenen, cita nomi di case come De Meeremin, la sirena, e Int Lam, nell’agnello. La gente diceva di abitare in una casa così, di fronte o accanto.

Le pietre di facciata entrarono in uso nella seconda metà del XVI secolo. Amsterdam ebbe i suoi primi veri numeri civici nel 1796, dipinti sulle facciate, e da allora nessuno ebbe più bisogno di una pietra per trovare una porta.

Che cosa dicono le immagini

La maggior parte delle pietre unisce un’immagine a poche parole, e alcune portano soltanto un anno. Molte mostrano il mestiere del primo proprietario: un bottaio poteva farsi scolpire un barile di burro, uno scrivano una penna d’oca. Altre giocano sul nome di chi costruì la casa o indicano il luogo da cui veniva il proprietario. Servivano anche da insegne di bottega. Un vicino dello stesso mestiere che voleva distinguersi prendeva la stessa immagine e aggiungeva qualcosa, spesso una corona: ecco perché nei Paesi Bassi ci sono pietre con un vitello coronato e con uno stivale coronato.

Erano fatte per essere viste a colori. Le pietre furono dipinte fin dall’inizio, e molti nomi contengono un colore: il Leone Rosso, l’Elefante Bianco, il Cavallo Nero. Una pietra di facciata, però, non è un frontone. Il frontone è la cima sagomata della facciata. La pietra è una targa murata più in basso, di solito a circa quattro metri dalla strada.

Quante ne restano

Dipende da chi conta, e da che cosa conta. L’associazione degli amici, fondata nel 1991, parla di circa 730 pietre del XVI, XVII e XVIII secolo lungo la strada pubblica. Altri conteggi pubblicati ne danno circa 850 per Amsterdam, e più di 1.600. Anche il mestiere è vivo. L’associazione dice di aver fatto restaurare e ridipingere più di 400 pietre, di aver dato consigli per un centinaio di pietre moderne e di conoscerne altre trecento collocate da altri.

Tre da cercare

La pietra di facciata più antica della città si trova su De Waag, l’antica porta in piazza Nieuwmarkt. È accanto alla torre, all’angolo dove la Zeedijk incontra la Geldersekade, e dice in lettere gotiche che la prima pietra della porta fu posata il 28 aprile 1488. Gli uomini che scolpivano queste pietre erano per lo più scalpellini, membri della corporazione dei muratori, e quella corporazione aveva una porta tutta sua per entrare in questo edificio, sul lato della Zeedijk.

Sulla Schreierstoren, a destra dell’ingresso, c’è un rilievo datato 1569: una donna con una mano davanti al viso, che con l’altra indica una nave che prende il largo, sotto le parole SCRAYER HOVCK. Il Begijnhof ha moltissime pietre, e un buon numero ha un soggetto chiaramente cattolico. La sua vecchia porta del 1574 ne porta una di sant’Orsola, patrona delle beghine di Amsterdam. Per una caccia più lunga, nel Jordaan settentrionale è stato tracciato un itinerario dedicato alle pietre di facciata.

Dove vederlo

In giro per Amsterdam? Punta il telefono su quello che hai davanti e ti racconto la sua storia.

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