
Museo Van Gogh
Il Museo Van Gogh custodisce la più grande collezione al mondo di dipinti di Vincent van Gogh. Sorge sulla Museumplein in due edifici: un corpo principale progettato da Gerrit Rietveld, aperto nel 1973, e un’ala ovale per le mostre di Kisho Kurokawa, aperta nel 1999.
Prima di ascoltarla, prova a indovinare
Theo, il fratello di Vincent, morì solo sei mesi dopo di lui. A chi passarono allora le opere invendute?
Vincent van Gogh non vendette quasi nessun quadro finché visse. È per questo che esiste questo museo: i quadri che nessuno comprò rimasero alla sua famiglia, e la famiglia li tenne insieme.
Quando Vincent van Gogh morì, nel 1890, le sue opere invendute andarono al fratello Theo. Theo morì solo sei mesi dopo, e tutto passò alla vedova di Theo, Jo van Gogh-Bonger. Lei vendette alcuni quadri per far conoscere il pittore, organizzò mostre e conservò il resto. Nel 1925 la collezione passò a suo figlio, che si chiamava anche lui Vincent. Per molti anni la prestò allo Stedelijk Museum, lì accanto.
La famiglia temeva che un giorno tutto andasse disperso. Nel 1962 raggiunse un accordo con lo Stato olandese. L’intera collezione, più di duecento dipinti e circa cinquecento disegni, con le lettere di Vincent, confluì in una fondazione. In cambio lo Stato si impegnò a costruirle un museo e a tenerlo aperto al pubblico.
L’architetto fu Gerrit Rietveld, esponente di primo piano di De Stijl, il gruppo di artisti e architetti olandesi degli anni 1920. Amava le forme geometriche e gli ambienti luminosi e aperti. Disegnò l’edificio nel 1963 e nel 1964 e morì quell’anno, con solo un progetto di massima terminato. I suoi soci lo svilupparono, i lavori iniziarono nel 1969, e il museo aprì il 2 giugno 1973.
Il secondo edificio, quello ovale, è dell’architetto giapponese Kisho Kurokawa e aprì nel 1999. Fu reso possibile da donatori in Giappone. Dove Rietveld aveva disegnato un cubo, Kurokawa scelse un’ellisse, e ne affondò metà nel terreno della piazza.
«Dove Rietveld aveva disegnato un cubo, Kurokawa scelse un’ellisse, e ne affondò metà nel terreno della piazza.»
L’atrio di vetro tra i due arrivò per ultimo. Aprì nel settembre 2015, e spostò l’ingresso dalla strada sul retro alla piazza sul davanti.
Cosa osservare
Cubo e ovale
Arretra sul prato e confronta i due edifici: il blocco a lati dritti di Rietveld, del 1973, e l’ellisse di Kurokawa, del 1999.
Vetro che regge vetro
Nell’atrio d’ingresso perfino la struttura è di vetro. Le lame che reggono il tetto sono di vetro, la più lunga di dodici metri, e lo sono anche le colonne.
L’ala affondata
L’ala di Kurokawa è per metà affondata nel terreno della Museumplein, ed è collegata all’edificio principale sottoterra.
Dati essenziali
- Apertura
- 2 giugno 1973
- Edificio principale
- Gerrit Rietveld, progettato nel 1963–1964
- Ala delle mostre
- Kisho Kurokawa, aperta nel 1999
- Atrio di vetro
- Aperto il 5 settembre 2015
- Collezione
- Più di 200 dipinti e circa 500 disegni di Van Gogh
- Indirizzo
- Museumplein 6, Amsterdam Indicazioni
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Il quadro d’insieme
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Le date, i nomi e le cifre di questa pagina sono stati verificati su fonti pubblicate. Queste sono le schede di questo luogo. La storia è il racconto che ne fa Lookstory. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.